Villa Paolina, a Viareggio la dimora della sorella di Napoleone

19 Agosto 2019

Nel cuore di Viareggio, si cela una storica residenza oggi sede dei Musei Civici della città. È Villa Paolina, la dimora che porta il nome della Sorella di Napoleone. Qui, tra arredi e architetture in stile neoclassico, rivivono le atmosfere di un tempo, quando la principessa la scelse come sua ultima dimora e la trasformò in un luogo di cultura e ritrovo di amici musicisti.

La storia di Villa Paolina, leggenda nella storia

Caso vuole che la storia di Villa Paolina prenda avvio da una leggenda: costruita nel 1822 per ospitare la principessa, troppo provata dalla morte del fratello e affinché potesse stare vicino all’amante Giovanni Pacini, la dimora venne eretta in riva al mare davanti al luogo (ora divenuto piazza Shelley) dove, stando al mito, il mare restituì il corpo del poeta Percy Bysshe Shelley, morto a Viareggio quello stesso anno a seguito di un naufragio. Paolina, che amava molto le sue poesie, decise così il luogo della sua futura residenza – oltre che alla vicinanza con il mare.

Soprannominata “Il rifugio di Venere” e realizzata dall’architetto Giovanni Lazzarini, la villa venne immediatamente abitata fino al 1825. Inoltre, ben presto, si aggiunsero alle sue proprietà anche un giardino costellato di specie esotiche e un teatro con palcoscenico – oggi andati perduti – e la sezione di spiaggia sulla quale il palazzo si affacciava: un vero e proprio rifugio e angolo di pace in cui Paolina poteva dimenticare le pressioni e difficoltà della vita.

Ospiti stabili della residenza: i Musei Civici

Oggi Villa Paolina è diventata a tutti gli effetti uno dei luoghi di cultura più celebri della Versilia che ospita i Musei Civici della città articolati in quattro sezioni: Museo preistorico archeologico A. C. Blanc, con materiali di epoca preistorica reperiti nelle vicine aree di scavo, il Museo degli strumenti musicali Giovanni Ciuffreda che ospita al suo interno oltre 400 pezzi, la Pinacoteca Lorenzo Viani dedicata all’arte contemporanea con opere di De Chirico e Carrà e, infine, l’appartamento monumentale di Paolina Bonaparte con la sala da pranzo, la camera da letto, il salotto cinese e la sala dei putti.

La visita tra le stanze dei vari piani di Villa Paolina non solo permette di conoscere opere d’arte provenienti dalle zone limitrofe e quelle che qui risiedono stabilmente da tempo, ma anche di scoprire le decorazioni dei vari ambienti così come erano durante il soggiorno della sua prima proprietaria. Si potranno ammirare i motivi neoclassici, islamici come quelli orientali con scene del viaggio in Cina di Marco Polo, metafora delle conquiste dell’immortale. Non manca nemmeno un ritratto della padrona di casa: un dipinto voluto da Vittorio Papanti intitolato “Tre Grazie” raffigurante le tre sorelle Bonaparte (Paolina, Elisa e Carolina), in mezzo a figure marine.

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