Passeggiata nel tempo per ripercorrere l’antica Via della Carta

26 Luglio 2019

Argilla, legno, osso, bambù, marmo, cocci di ceramica, papiro, pergamena… su quanti materiali l’uomo ha scritto prima di approdare alla carta? Tantissimi, ma è stato quel composto originariamente realizzato con cenci e corteggia la vera svolta. Dalla nascita in Cina intorno al 100 d.C, il viaggio della carta è proseguito per mille lunghi anni fino ad approdare anche nella penisola italica, in Sicilia. Da lì, ecco il lento risalire attraverso lo Stivale, fino alla Toscana, in cui le attività collegate alla sua produzione sono prosperate offrendo nuove professioni fino ad allora inesplorate. Inoltre, senza quasi accorgersene, il legame con il territorio si è sviluppato fino a creare una vera e propria Via della Carta che, da Pescia, giunge anche in Versilia, a Viareggio, e che oggi i turisti – in qualche ora di cammino – possono piacevolmente riscoprire attraverso un viaggio che si snoda nel passato e nel presente grazie a un museo diffuso situato nel tipico paesaggio delle colline toscane.

Tra le provincie Lucca e Pistoia, il viaggio a ritroso nel tempo

È nel territorio a cavallo delle provincie di Lucca e Pistoia che la Via della Carta rivive tutt’oggi. L’inizio del percorso è intessuto in maniera indelebile al territorio stesso: la partenza di questo viaggio nel passato comincia proprio con l’esplorazione dei sentieri, le vecchie vie di collegamento tra una cartiera e l’altra. Ebbene sì, ripercorrere questa rete di strade lastricate e non, vuol dire rivivere l’antica via dei mastri cartai, ma anche delle numerose lavoratrici, di un tempo che, fino alla metà del ‘900, da Villa Basilica arrivavano fino a Pescia.

Il Museo della Carta di Pescia

Proprio a Pescia, invece, si staglia imponente il Museo della Carta, punto di riferimento di studiosi e bibliofili di tutto il mondo, che ha lo scopo di preservare e tramandare l’antica arte della lavorazione e fabbricazione della “carta a mano”. Il museo consente di partecipare a laboratori didattici finalizzati a conoscere la storia della carta e le tecniche di fabbricazione, oltre a esplorare tutto il suo universo e fare esperienza dei suoi mille segreti: dalla preziosa collezione di filigrane, tra cui quella con le effigi di Napoleone e Maria Luisa d’Austria (1812), agli strumenti e macchinari d’epoca per la creazione a mano della carta. L’esperienza di creare un foglio di carta a mano seguendo le antiche tecniche dei mastri cartai è sicuramente da segnare nella to-do-list estiva.

A Viareggio la festa conclusiva della Via Della Carta

Il viaggio attraverso questo museo diffuso di archeologia industriale della Via della Carta prosegue in numerose altre cartiere e strade, ma il culmine tuttora palesemente visibile è un evento che, se non a conoscenza di questa tradizione, non subito salta agli occhi. È il carnevale di Viareggio, manifestazione che suggella il saper fare centenario dei maestri della cartapesta. Qui il ciclo della carta si chiude con il suo riciclo per la realizzazione dei famosi carri della festa che prosegue dal 1925, innalzando a filosofia la tecnica del recupero in maniera originale e creativa. Se però la visita della Via della Carta non coincide con la manifestazione viareggina, sarà il Museo del Carnevale di Viareggio a farvi apprezzare da vicino le varie realizzazioni susseguitesi durante gli anni.

Un’eredità preziosa

Una rappresentazione quanto mai veritiera e a tema della Via della Carta in Toscana è quella di immaginarsela come un lungo nastro di carta che si snoda attraverso il territorio, collegando tecnologia, cultura e innovazione e celebrando l’intuizione, la tenacia e il talento di quanti, nel corso dei secoli, hanno saputo salvaguardare un sapere tradizionale, adattandolo a ogni cambiamento e rendendolo una moderna realtà industriale di rilievo internazionale. Visitarlo oggi vuol dire rendere nuovamente omaggio a una tradizione centenaria che ha portato prestigio all’intera regione e non solo.

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