In Arte

Il mare e i suoi detriti attraverso la lente di D’Angelo

Mare, Sea, Meer, Mer, Mar: è il progetto fotografico sull’incuria collettiva a cura dell’inarrestabile Florian D’Angelo.

Finalmente tutta l’asprezza della negligenza sociale viene raccontata dall’obiettivo spietato di D’Angelo.

L’idea del progetto è nata qualche anno fa, da quella che il fotografo chiama “presunzione” di raccontare il carattere della Versilia. Passeggiando sulla spiaggia in inverno, D’Angelo ha contemplato i relitti trasportati dal mare. E li ha immaginati come strumento utile per l’osservatore di vivere un’introspezione improvvisa, come lampi di epifanie.

Come ci è riuscito? Attraverso lo spostamento alienante di questi oggetti, inseriti in un contesto naturalmente inusuale. Ha infatti messo in scena gli oggetti collocandoli su uno spazio bianco simbolo dell’infinito. A questo ognuno di noi è chiamato a dare un significato.

Se ti stai chiedendo dove poter osservare questa mostra, la risposta è semplice: dal 4 al 20 luglio questi manifesti degli scarti umani saranno affissi negli spazi pubblici nei comuni di Pietrasanta, Viareggio, Camaiore e Forte dei Marmi.

Florian D’angelo: chi è?

E se non conosci ancora Florian D’Angelo, sappi che lavora tra Zurigo e la Versilia. Si è laureato all’Accademia di Belle Arti di Carrara con la tesi “È soltanto una Fotografia”. È stato l’assistente fotografo di Massimo Vitali e attualmente i suoi campi di ricerca spaziano dalla fotografia sociale alle tecniche di stampa fotografica antica.

Niente male!

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