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Continua il tour attraverso le specialità culinarie da assaporare in Versilia. Oggi è la volta del fagiolo di Bigliolo, particolarmente ricercato grazie alle sue caratteristiche che lo rendono unico.

Bigliolo si trova sulla riva sinistra del torrente Taverone, nel fondo di quello che fu un lago ricco di resti fossili noto come Bacino di Olivola. In questa valle soleggiata e riparata dai venti, il terreno fertile, drenato e povero di calcio, offre condizioni favorevoli alla sua coltivazione.

Il fagiolo che nasce è quindi tenero, di buccia sottile, estremamente digeribile e delicato. Quattro le principali varietà coltivate a partire dal fagiolo tondino, di piccole dimensioni e dalla forma leggermente tondeggiante, con striature color vinato.

A seguire il borlotto di Bigliolo, di media grandezza, allungato e schiacciato, usato per la preparazione di ottimi minestroni. Il bianchetto, colore bianco crema, dal sapore dolce, è utilizzato soprattutto per contorni, lessato in acqua e accompagnato da olio.

Infine il fagiolo due facce, di media grandezza e schiacciato, presenta una variegatura color vinato su sfondo crema, usato lessato e nei minestroni.

Attualmente la produzione del fagiolo bigliolo – a carattere familiare – si estende da Aulla alla provincia di Massa Carrara. La semina viene fatta sulla “ristoppia” del grano, iniziando a lavorare il terreno dopo la raccolta del cereale nel periodo che va dal 23 al 30 giugno, da S. Giovanni a S. Pietro.

Le piante crescono rigogliose in doppi filari, sostenute da rami di cerro, nocciolo e frassino; così nel periodo di coltivazione del fagiolo la campagna assume un aspetto davvero particolare.

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