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Deve la sua fama al suo color rosso brillante, alla leggenda che lo definiva elisir di lunga vita e a una certa terra di Toscana che lo accolse e lo rese noto in tutta la penisola italiana. L’Alchermes – o alkermes – ha origine arabe, ma furono gli Spagnoli a importarlo da noi, vanta ammiratori importanti e se ve ne viene offerto un bicchiere, preparate il vostro palato ad assaggiare uno storico liquore vermiglio molto dolciastro.

Con una gradazione alcolica attestata tra il 21 e il 32% e arricchito da zucchero, cocciniglia, acqua di rose, vaniglia, cannella, coriandolo e chiodi di garofano, l’alchermes ha un importante impiego in gastronomia e in pasticceria come colorante e aromatizzante o per fare la bagna per i dolci. Si usa nella preparazione della mortadella di Prato e per insaporire anche le pesche di Prato, ma anche la zuppa inglese e il rotolo ripieno al cioccolato.

Nel corso della sua storia fu eletto come liquore preferito dalla famiglia de’ Medici che amavano rifornire la loro corte di alchermes. E sebbene questo accadimento aumentò la sua fama, fu un altro il vero momento di svolta: quando venne rivelato il suo ingrediente segreto, estratto da un insetto, la cocciniglia, che contribuiva a rendere l’alchermes di un color rosso vivo. Oggi questo importante liquore viene ancora preparato dall’Officina Profumo Farmaceutica di Santa Maria Novella a Firenze seguendo l’antica ricetta.

Piccola curiosità: in passato veniva utilizzato contro i vermi da spavento, ovvero quando un bambino riceveva un grande spavento da un determinato evento. In tal caso, i nonni si premuravano di dare al bambino un cucchiaio o due di questo liquore per esorcizzare la paura.

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