Il cacciucco: la zuppa di pesce rigorosamente made in Versilia

06 maggio 2017

Le origini del cacciucco si perdono nella notte dei tempi: il più tipico piatto della cucina viareggina risale infatti all’epoca fenicia. Ma nonostante i numerosi secoli trascorsi e l’utilizzo degli scarti del pesce per la sua preparazione (solitamente quello che i pescatori non erano riusciti a vendere nel corso della giornata), questo piatto riesce ancora a soddisfare moltissimi palati, anche i più raffinati.

Questa zuppa dalla lunga e tumultuosa storia è composta da polpi, seppie, cicale, scorfani e altre varietà di pesce cosiddetto ‘povero’, messe a cucinare in tempi diversi, a seconda delle differenti modalità di cottura richieste, in salsa di pomodoro e poi adagiate su fette di pane abbrustolito e agliato poste sul fondo del piatto. In realtà, si dice che la ricetta autentica preveda almeno tredici specie ittiche differenti, ma per rendere la preparazione più semplice una buona regola è quella di averne almeno una delle seguenti:

  • Molluschi cefalopodi: polpo, seppia, calamaro.
  • Molluschi bivalvi: cozze, vongole.
  • Pesci di scogliera come scorfano, sciarrano e cappone (di piccole dimensioni, generalmente sotto i 15 cm).
  • Piccoli squali a tranci: palombo, nocciolo.
  • Crostacei: cicale, scampi.

Per il brodo, unite all’acqua sedano, cipolla, carote e i pesci da minestra; nel frattempo preparate un soffritto di olio, cipolla e peperoncino in un’altra pentola. A quest’ultima aggiungete seppie, polpo, pomodoro e infine il brodo. Poi salvia, pesci da cacciucco, cicale e palombo. Un filo di olio per chiudere il tutto. Altro? Un bicchiere di vino rosso, come insegna la tradizione. E i commensali saranno super soddisfatti!

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