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In una delle zone più pittoresche del Parco delle Apuane, una meraviglia unica riposa all’interno di un monte. È la Grotta del Vento, un bellissimo sistema di caverne dalla storia millenaria, contraddistinto da un’orografia tormentata e varia, scoperta solo verso la fine dell’Ottocento. Prima di allora, se ne conosceva solo la corrente d’aria – donde il nome della cavità – che, se incanalata, veniva utilizzata dagli abitanti della zona come una specie di frigorifero naturale.

 

Le origini della grotta del vento

Oggi, con i suoi quattro chilometri e mezzo di lunghezza e i circa 120 metri di dislivello complessivo, è una delle grotte turistiche più importanti d’Europa, ma la sua origine (carsica) è antica. L’acqua, proveniente da neve e pioggia, è penetrata nella montagna cercando una via verso la valle. Essendo acida ha gradualmente sciolto le rocce calcaree, dando origine a una serie di cunicoli che si raccolgono in un vero fiume sotterraneo. La grotta rappresenta dunque l’antico letto del fiume sotterraneo, che un tempo usciva da quella che oggi è l’entrata della grotta.

 

Gli itinerari per visitare la grotta e sentire il respiro della montagna

Alla grotta si arriva partendo da Gallicano e una volta arrivati si possono scegliere tre itinerari per visitarla, da una, due o tre ore. All’interno la temperatura è costante a 10 gradi centigradi, anche quando all’esterno imperversa il caldo estivo. Durante il percorso si potrà ammirare la sala dell’orso, un grande antro nella roccia nel quale sono esposti alcuni resti ossei di un antico orso delle caverne, probabilmente risalente a circa 8 mila anni fa.

Non appena si supera questa zona ecco arrivare un forte vento freddo: è il respiro della montagna che accoglie i visitatori. Da questo punto una serie di grandi stanze scavate nella roccia dall’acqua di snodano davanti agli occhi. Bianche e bellissime: una sorta di cattedrale naturale composta da stalagmiti e stalattiti.

 

Il baratro dei giganti e l’Acheronte

La seconda parte dell’itinerario conduce sull’orlo del Baratro dei Giganti: un enorme tunnel che sprofonda per 50 metri con andamento a spirale. In fondo al baratro, in quella che è chiamata la sala delle voci, si prova l’esperienza del buio totale: la luce viene spenta e l’unico rumore è quello del proprio respiro o della propria voce. Ultimo approdo: l’Acheronte, il punto in cui scorre il fiume sotterraneo.

 

Ammira la grotta del vento da Google Street View

Non puoi andare di persona a visitare questa meraviglia? Ci Google Street View! Sì, perché la grotta del vento (assieme alle grotte di Frasassi nelle Marche) è stata la prima grotta italiana a essere liberamente disponibile sul servizio di esplorazione offerto da Google. Le immagini sono state catturate con Tripod, uno strumento costruito da una fotocamera con obiettivo ultragrandangolare sistemata su un treppiedi, per dare rendere al meglio l’esperienza di visita da browser realistica. Naviga la grotta del vento cliccando qui.

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