Emozioni inaspettate: i Gemelli Franchi si raccontano coi loro troni

09 Agosto 2019

Quando racconta la storia dei suoi ultimi undici anni che lo hanno portato a realizzare molti più sogni di quanto si sarebbe mai aspettato, Sergio Franchi è un vulcano di energia inarrestabile e, ben presto, si capisce come mai la vita gli abbia sorriso di rimando così tante volte. Un sognatore con un pizzico di follia – così ama definirsi – che nel 2008, per scherzo e su suggerimento del fratello, decide di prendere la maglia dell’Inter del centenario e trasformarla in un trono (sì, sì, un trono!) con l’aiuto di un mobiliere della Brianza. Il risultato, però, un po’ come il suo proprietario, scalpita: vola ad Appiano Gentile come regalo per Moratti e qui scatta la magia. Lo vede Mancini e i giocatori che all’epoca facevano parte della squadra e iniziano a volerne uno personalizzato. Le voci corrono e le richieste aumentano: era iniziata l’era dei troni dei Gemelli Franchi.

Di mastranze brianzole, legami e aneddoti

Origini abruzzesi, una vita trascorsa tra Milano e Meda, il cuore pulsante della Brianza del mobile dove tutto ha inizio e da cui l’attività dei Franchi continua ad attingere: sono le maestranze artigiane più rinomate quelle che vanno a comporre, passo dopo passo, le creazioni dei Gemelli. Sì, perché accanto a Sergio, un perfetto PR che non perde occasione per parlare con le persone che incontra e sondarne i desideri per trasformarli in realtà, c’è Marcello, il gemello meno chiacchierone che però “fa tornare sempre i conti, parla con le banche, si occupa delle fatture. È la mia colonna portante che mi segue in questo lavoro e mi sostiene, aiutandomi – con entusiasmo – a portare avanti anche l’altro lavoro, quello di famiglia, ovvero l’orologiaio e gioielliere nel mondo del calcio e dello spettacolo”, racconta Sergio tra un aneddoto e l’altro della sua vita che sembra proprio un appuntamento senza fine con le più disparate personalità.

Non solo troni

Sergio, dal 2008 crei delle vere opere d’arte: sono i tuoi troni ai quali si affiancano i quadri in resina. Come vengono realizzati?

Galeotta fu quella storica maglia dell’Inter che mi diede la possibilità di capire che una nuova strada per utilizzare le maglie dei calciatori si stava a mano a mano creando davanti ai miei occhi. Stava a me decidere se percorrerla o lasciarmela sfuggire… ovviamente, scelsi la prima opzione. Da allora, realizzo dei prodotti di interior design personalizzati e dall’altissima fattura artigianale. Infatti, vengono realizzati meticolosamente a Meda: si parte dal grezzo che viene dorato; poi c’è il pit-stop dal tappezziere, fino a quando non arrivano nelle mie mani e inizia la vera personalizzazione con tessuti (magliette di calciatori e non solo), cristalli Swarovski e altri dettagli, fino all’ultima novità di quest’anno: i troni illuminati. Dai troni sono ben presto passato alle pareti realizzando quadri con, principalmente, maglie che rivivono applicandole in maniera inedita alla tela con la resina. Una tecnica che ho brevettato personalmente.

Personalizzare per emozionare

Quanto conta la personalizzazione nelle vostre creazioni?  

La personalizzazione è il cuore del nostro lavoro e, oserei dire, del nostro successo. Sono studiate con cura, andando magari prima a scoprire qualcosa di più sulla vita del committente, sui suoi affetti, per colpirlo e farlo emozionare. Ecco, credo che attraverso il mio impegno coi troni prima e coi quadri poi, la mia soddisfazione più grande sia quella di riuscire a regalare un’emozione, a chi ha già tutto – come un personaggio particolarmente famoso – come a chi, invece, quell’emozione l’aspettava da tanto. Così è anche nato il mio motto “dillo con un trono!”: un messaggio forte e inaspettato che colpisce e smuove.

Gemelli Franchi, i gemelli del Papa

Ormai i troni e quadri dei Gemelli Franchi sono talmente apprezzati che vi hanno permesso di allargarvi ed esportare la vostra arte nata nell’ambito dello sport andando a comprendere una clientela più vasta: da stilisti, cantanti, presentatori, imprenditori, politici e – soprattutto – privati che vogliono dare ai loro cimeli una nuova vita. Ma fra tutti gli incontri fatti, quali sono stati i più belli e significativi?

Di nomi ne ho veramente tanti e tutti portano con sé un ricordo speciale. Ma ne ho tre che custodisco nel cuore più di tutti gli altri: quello con Vasco Rossi – incredibile! Era al settimo cielo, abbiamo scattato foto in posa e ci ha ricoperto di cappellini; il trono che ho consegnato a Jean-Paul Belmondo – rammento con estrema precisione l’emozione che ha dipinto gli occhi dell’attore francese quando vide il trono personalizzato. Infine, il più importante, il mio traguardo più grande: il trono con la maglia dell’Argentina che ho consegnato a Papa Francesco in piazza San Pietro.

Al racconto dell’incontro tanto atteso – “quel trono era pronto dal 2013, da quando il Santo Padre venne eletto, e per ben sei volte sono stato a un passo dal consegnarglielo!”, dice – le parole di Sergio si fanno cariche di emozioni e di soddisfazioni che pochissimi altri possono permettersi di eguagliare. Ma anche di attese, insuccessi e nuovi tentativi che denotano il carattere dell’imprenditore: la parola “arrendersi” proprio non fa parte del suo dizionario.

L’iperattività, le idee e l’intraprendenza dei Gemelli – anche se ormai in molti li chiamano i Gemelli del Papa – non si fermano: nuovi progetti, consegne e novità costellano i mesi a venire, in un vortice che come punti cardini ha sempre la qualità dei prodotti e l’alto tasso di emozioni che vuole suscitare. Come stare al passo? Seguirli sul loro profilo Instagram, dove non mancano di immortalare tutte le loro consegne speciali.

I troni dei Gemelli da quest’anno sono presenti anche al Twiga Beach Club: personalizzati con il logo, in tre dimensioni e illuminati per stupire la clientela della location più esclusiva della Versilia.

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