In Cosa fare in Versilia

Per molti è l’oro bianco di Carrara che ha reso celebre la città fin dal Rinascimento, diventando il primo centro mondiale di diffusione. È il marmo, estratto dalle cave delle Alpi Apuane e universalmente noto come uno dei marmi più pregiati. Oggi la città offre ai suoi visitatori interessanti itinerari per scoprire le sue cave di marmo, così bianche da accecare lo sguardo, non solo in loco ma anche attraverso musei e luoghi cittadini per esplorare al meglio lavorazione, origini e creatività umana in relazione a questo prezioso materiale.

 

La storia delle cave di marmo di Carrara

Probabilmente le cave di marmo erano già utilizzare fin dall’età del Ferro, ma l’attività estrattiva vera e propria si sviluppò a partire dall’epoca romana. L’esportazione ne fu la conseguenza immediata che si fermò solo durante le invasioni barbariche e, durante il Rinascimento, ebbero la loro massima celebrità, grazie anche al genio creativo di Michelangelo che utilizzò il marmo di Carrara per le sue sculture. Si narra che il Buonarroti si recasse personalmente alle cave per scegliere in prima persona i blocchi su cui lavorare.

Nel XX secolo le cave di marmo di Carrara vennero interessate dall’attività estrattiva ad opera del fascismo: Mussolini donò perfino del marmo per una delle due moschee della Spianata del Tempio di Gerusalemme.

Oggigiorno, gran parte del marmo estratto viene mantenuto allo stato di blocco non lavorato e inviato direttamente al porto di Marina di Carrara che gestisce le spedizioni. La restante parte del marmo estratto viene, invece, ridotto in lastre di diverso spessore e poi lucidato a fornire materia prima per pannelli, ornamenti, scale, e altri accessori in marmo.

Col tempo le cave più antiche (Polvaccio, Mandria e Canalgrande) sono andate perdute a causa dell’attività estrattiva protrattasi nei secoli. Attualmente sono ancora attive le cave di La Tagliata e Fossacava.

 

L’oro bianco che acceca

Oggi contemplare le cave, nella cornice delle Apuane, è uno spettacolo indimenticabile e unico. Come allora il taglio avviene al monte, isolando il corpo marmoreo che costituisce il giacimento, di dimensione e forma definite in funzione dei blocchi che si vogliono ottenere. La montagna si adatta e prende la forma dei tagli imposti dall’uomo, rivelando la bellezza dell’oro bianco che tanto le rende uniche.

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