Benvenuti nella casa natale di Giosuè Carducci

23 Luglio 2019

Il turismo letterario fa tappa a Valdicastello per scoprire una delle dimore, oggi casa museo, di uno dei più celebri premi Nobel per la Letteratura. Stiamo parlando di Giosuè Carducci che, dal 1890 fino alla sua morte nel 1907, abitò la casa di Via Valdicastello Carducci al numero 147. Così, tra gli arredi e le suppellettili originali, le porte di questo luogo di cultura si aprono oggi ai visitatori dischiudendo un mondo fatto di letteratura e memorie.

Così la Regina Madre lo innalzò a monumento nazionale

Carducci a Valdicastello ci nacque, ma le vicende della vita lo portarono prima a Firenze e poi a Bologna per oltre quarant’anni per ricoprire la cattedra di letteratura italiana presso l’Ateneo della città. È solo in tarda età, dopo aver combattuto le sue battaglie politiche e non solo, che lo scrittore fa ritorno nel suo luogo dell’anima e degli affetti più saldi. E, proprio qui, lega il patrimonio di una vita: i libri amorosamente raccolti lungo l’arco dell’intera esistenza, insieme alle carte e all’archivio consultabili tutt’oggi.

Ci visse con la moglie Elvira Menicucci in affitto fino a quando, costretto dalla malattia, non venne trasferito nuovamente a Bologna dove morì poco dopo. Ma è nelle stanze di quella che oggi è una Casa Museo dedicata alla memoria del poeta che si possono ammirare arredi, ricordi e pannelli illustrativi relativi alla sua vita. Ma se il premio Nobel raccolse, creò e visse in questo luogo, fu la Regina Madre Margherita di Savoia che la innalzò al grado di monumento nazionale. Infatti, non appena capì le difficoltà non solo di salute ma specialmente economiche di Giosuè che si attivò comprando non solo la biblioteca e tutto il suo contenuto ma anche l’appartamento e l’intero villino.

Da teatro di vita privata a bene culturale della collettività

A uno dei più fedeli discepoli di Carducci invece, si deve l’organizzazione della Casa Museo attuale. Fu Albano Sorbelli che, con passione e rigore, si occupò del riassetto dell’imponente libreria del maestro e del suo archivio letterario, così da garantirne la fruizione pubblica, e all’allestimento dell’istituzione, da teatro di vita privata a bene culturale della collettività. Tutto ciò, però, avvenne soltanto dopo un elaborato piano di lavori per restituire all’appartamento la sua antica bellezza.

Oggi, tra le verdi colline del paesaggio versiliese, l’esperienza di addentrarsi in un luogo così carico di cultura e idee che hanno fatto parte della storia italiana è sicuramente avvincente e sorprendente. Inoltre, è un modo per prendersi una pausa dalla frenesia della quotidianità per entrare in una dimensione di elogio alla lentezza e ammirare l’ambiente fedelmente ricostruito in cui operò Carducci scoprendo una prestigiosa raccolta di memorie e oggetti carducciani.

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