Gli special guest del Twiga: Dimitri From Paris

06 agosto 2018

Il passaporto riporta Dimitri Yerasmos, ma per tutti è Dimitri From Paris, il disc jockey cosmopolita. In lui, infatti, convivono un miscuglio di culture ben amalgamatesi fra di loro che negli anni lo hanno ispirato nella creazione dei suoi amati remix portandolo a diventare uno dei dj più amati della scena mondiale.

Gli albori di Dimitri From Paris

Genitori turco-ciprioti di origine greca, nascita a Londra e trasferimento a Parigi. Proprio qui scopre l’arte del DJing e della composizione musicale attraverso il cut and paste con il mangianastri. Così nasce la passione per la musica che sfocia in un primo lavoro in radio al quale si accostano i primi contatti con il mondo delle discoteche.

Da Chanel al primo album

Da allora, per il dj classe 1963 è stata un’ascesa continua, grazie alla sua strabiliante abilità di ammaliare il pubblico, indipendentemente dalla familiarità che quest’ultimo ha con la sua musica. Dopo l’esordio con la francese Radio 7, Dimitri From Paris inizia a lavorare per le case di moda: la prima fu Chanel che gli commissionò una colonna sonora “originale” per la sfilata di presentazione delle sue collezione. A seguire, furono Jean Paul Gautier e Yves Saint Laurent.

Dal fashion, il passo verso il primo album fu breve. Nel 1996 esce Sacrebleu nel quale Dimitri concentra abilmente tutti suoi esperimenti e manipolazioni che attingono a diversi campi: si va dal lounge al jazz passando per l’house. Un successo che si guadagna il titolo di album dell’anno da Mixmag.

Unicità e amore per i remix

Carriera trentennale quindi, in cui Dimitri From Paris ha saputo colmare il divario tra i generi, confondendo le linee tra mainstream e underground e non allineandosi mai a un genere specifico. In particolare, è per i suoi numerosi remix che il pubblico lo apprezza: come Bjork, New Order, Quincy Jones, Chic, James Brown e The Jackson 5. La lista è lunga.

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