Anni Novanta al mare: nostalgia canaglia

14 aprile 2017

Andare al mare negli Anni Novanta

La stagione calda si avvicina: siamo già tutti pronti a prenotare il nostro volo online, organizzare la playlist dell’estate su Spotify e non dimenticare il bastone da selfie per immortalare sui social la nostra vacanza.

Ma se, presi da un attacco irrefrenabile di nostalgia, facessimo un passo indietro? Com’era andare al mare negli Anni Novanta?

Altro che trikini e bikini componibili, ai tempi le ragazze indossavano costumi interi. Il merito era della serie televisiva Baywatch, così popolare da lanciare il trend del costume sgambatissimo anche sulle spiagge italiane.

Oggi abbiamo una serie di app con cui dilettarsi nel tempo libero, ma negli Anni Novanta l’unico modo per trascorrere il tempo era la lettura in spiaggia: tipici erano i gialli Mondadori acquistati insieme ai braccioli all’edicola sul lungomare. Ma se il livello di noia era alle stelle si passava all’indimenticabile Settimana Enigmistica, per trascorrere il tempo in famiglia e con gli amici, ma anche per mettersi alla prova in attesa della digestione. Perché la regola ferrea della nonna era quella di aspettare tre ore, non un minuto in meno, dopo il sontuoso panino con il salame: altro che healthy style con macedonie o insalate di quinoa!

Per gli adolescenti l’alternativa era la capatina alla sala giochi, religiosamente in bermuda, infradito e piedi pieni di sabbia. Il tocco di classe erano gli occhialetti Oakley, naturalmente.

E la merenda? Oltre all’indimenticato Cucciolone con le sue divertenti freddure, si ricordano ancora con piacere le dita sporche di Calippo alla cola alle cinque del pomeriggio, quando il sole diventa meno forte e le mamme cominciano a rincorrere i bimbi con un telo perché “fa freddo”.

Scheda telefonica, Summer Card… la comunicazione al mare negli Anni Novanta

E come si raggiungeva l’amore lontano? Gli smartphone erano ancora di là da venire, per cui non si partiva da casa senza aver acquistato la scheda telefonica da utilizzare nelle cabine rosse della SIP, quando spesso bisognava persino aspettare in coda.

Alla fine degli Anni Novanta sono in effetti arrivati i primi telefonini, che in quanto a piani tariffari convenienti lasciavano a desiderare. Finché Omnitel non propose la Summer Card, che al costo di 10.000 lire permetteva di chiamare a 195 lire tutti i numeri per due mesi. Altro che chat in 4G.

Ma dire Anni Novanta significa anche musica pop: altro che i ritmi latini di Despacito, le uniche note straniere sulle spiagge italiane suonavano “life in plastic is fantastic”: la riconoscono proprio tutti Barbie Girl degli Aqua, una super hit straniera accanto a “What is love” di Haddaway e agli 883, Articolo 31, Alexia e Zucchero con “Per colpa di chi”.

E poi, certo: non c’è ballo in spiaggia senza la Macarena dei Los Locos. Perché il passato avrà avuto le sue mode strane, ma il balletto del duo italiano resta ancora un must della stagione estiva.

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