Alle origini dell’alta orologeria svizzera: la storia di Chopard

10 agosto 2018

Ci sono nomi che evocano emozioni, fascino e con la straordinaria quanto rara capacità di restare immortali. Racchiudono le vicende di fondatori caparbi, che videro una strada percorribile quando nessun altro riusciva neppure a immaginarla, e la seppero portare avanti fino ai giorni nostri, creandosi una fama di affidabilità e qualità. Sono queste le caratteristiche che nel 1860, in un piccolo paese della Svizzera, segnarono la storia di Louis-Ulysse Chopard, figlio di un contadino e orologiaio apprezzato sin dall’età di 24 anni quando, con la sua arte e sapienza, conquistò il suo paese natio e la corte dello Zar Nicola II di Russia portando alla nascita della celebre maison Chopard.

In principio fu l’orologio di Sonvillier

Originario di Sonvillier ma con capacità tali che travalicavano i confini nazionali, Louis-Ulysse Chopard ambiva a soddisfare e persino a superare le aspettative di precisione e affidabilità che erano richieste a un orologio alla fine del 1800. Non solo: fu capace di tramandare il proprio sapere al figlio Paul-Louis che portò avanti l’attività di famiglia con un tocco di novità: avvicinare l’azienda a una clientela più cosmopolita. Per questo motivo, nel 1937, Chopard si sposta a Ginevra, riconosciuta in tutto il mondo come la capitale dell’Alta Orologeria. Iniziò un’era florida che assicurò una fama mondiale.

Eppure, la quarta generazione non fu così lungimirante come furono le precedenti: nessuno voleva proseguire l’attività. Una soluzione venne trovata in Karl Scheufele III, proprietario dell’azienda tedesca produttrice di orologi e gioielli denominata Eszeha, con cui Chopard condivideva interessi e la passione per l’artigianato di qualità e la creatività.

Da allora Chopard unì la maestria orologiaia con quella della gioielleria, restando pur sempre un’azienda a conduzione familiare così come è tutt’oggi: Caroline Scheufele è responsabile delle collezioni donna, ha sviluppato il comparto gioielleria e successivamente l’alta gioielleria; il fratello Karl-Friedrich, incaricato invece delle collezioni uomo, si è occupato negli anni ’80 dello sviluppo degli orologi sportivi e negli anni ’90 della Manifattura Chopard di Fleurier.

Non solo gioielli

L’impegno di Chopard non si ferma soltanto alla realizzazione di mirabili creazioni, sogno da mille e una notte, ma è attiva su più fronti sociali. La casa contribuisce attivamente alla ricerca medica prendendo parte alle raccolte fondi di numerose fondazioni benefiche, fra le quali anche la Elton John AIDS Foundation, con la quale coopera ininterrottamente sin dal 1993. Inoltre, dal 1997 Chopard collabora con il Festival di Cannes, ridisegnando il Golden Palm Award e creando lo Chopard Trophy che ogni anno viene assegnato all’attore e all’attrice rivelazione dell’anno.

L’oro etico di Chopard

Consapevole della rilevanza delle scelte fatte nei campi della sostenibilità e dell’etica, essendo un’azienda di primo piano dal 2013 Chopard ha avviato il progetto The Journey per diventare un’azienda sostenibile. Inizialmente solo pochi gioielli e orologi venivano realizzati in oro etico, ovvero proveniente da miniere certificate ma a fine 2017 la maison svizzera ha annunciato che a partire da luglio dell’anno successivo avrebbe usato solamente oro etico. Un segnale forte dato per distanziarsi dagli altri big della gioielleria che ancora difettano sul tema della trasparenza delle fonti di approvvigionamento dell’oro.